Tensioattivi

Gli ingredienti dei cosmetici parte 1: i tensioattivi

I tensioattivi:

Li usiamo tutti i giorni,più volte al giorno,per lavare viso,mani,capelli….ma sappiamo cosa sono veramente i tensioattivi? Questo articolo si propone di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Cosa sono i tensioattivi?

I tensioattivi sono quelle sostanze che aggiunte all’interno di una formulazione permettono di “sciogliere” lo sporco dalla pelle ed eliminarlo con l’acqua. Lo sporco è però una sostanza “grassa” e come sappiamo grasso e acqua non vanno molto d’accordo, nel senso che non si mescolano tra loro (se in un pentolino con dell’acqua metti qualche goccia di olio, acqua e olio rimarranno separati). Come fare allora? E’ proprio qui che intervengono i tensioattivi, che funzionano grazie alla loro particolare composizione. I tensioattivi hanno infatti una parte che si lega al grasso (sporco) ed una che si lega all’acqua: è proprio in questo modo che lo sporco può essere eliminato e portato via dall’acqua.

I tensioattivi posso essere essenzialmente di due tipi: di origine chimica o di origine naturale.

I tensioattivi chimici più diffusi

Le più attente alla scelta dei prodotti si saranno sicuramente accorte che i tensioattivi più utilizzati in assoluto sono SLES, ovvero Sodium Laureth Sulfate (o Sodium Lauryl Ether Sulfate) eSLS, Sodium Lauryl Sulfate. Sono nomi un po’ difficili da ricordare, soprattutto per chi non ha grande dimestichezza con questi nomi, ma non è difficile memorizzarli per un semplice motivo. Questi tensioattivi sono presenti nel 99% degli shampoo, bagnoschiuma e cosmetici simili presenti nella grande distribuzione e occupano una posizione privilegiatissima, visto che sono riportati subito dopo l’acqua. Questo vuol dire che sono presenti in quantità elevatissime (dato che sono in cima all’INCI) .
Sono entrambi tensioattivi molto aggressivi, specialmente se contenuti in quelle quantità. Una nota particolare la merita il Sodium Lauryl Sulfate o SLS: se lo si ricerca nel famoso Biodizionario, si può notare che è indicato con un bollino verde, ma solo perchè biodegradabile,non perché sia innocuo!
Questo tensioattivo è infatti ( relativamente ) innocuo per l’ambiente ma non per la pelle.
Infatti il tensioattivo SLS è decisamente aggressivo e per questo andrebbe evitato. Il tensioattivo SLES è invece segnalato con un pallino giallo, dal momento che è etossilato (ovvero trattato con petrolio). Se troviamo un prodotto con un ingrediente del genere all’inizio dell’inci non è decisamente un buon segno.

Come mai se sono così aggressivi questi tensioattivi sono usati in quantità così abbondanti?

Bisogna tenere presente che SLS e SLES sono molto economici e producono moltissima schiuma, queste due caratteristiche li rendono molto usati nei prodotti per la pulizia del corpo,soprattutto se si tratta di prodotti di fascia più economica.

SLS e SLES sono di origine chimica?

Nella maggior parte dei casi sì. In realtà possono derivare da materie prime vegetali (olio di palma, di colza, etc), ma sono poi comunque sottoposti a un processo chimico. Come già spiegato Il Sodium Laureth Sulfate, come indica il suffisso -eth, è un etossilato, ossia un prodotto a cui sono state aggiunte alcune molecole di ossido di etilene(derivato del petrolio).

Quali sono i problemi principali?

Benché sia stata smentita la notizia che indicava questi ingredienti come cancerogeni, ci sono comunque ancora molti dubbi e preoccupazioni sul loro uso.
Il problema principale di questi ingredienti è che insieme allo sporco tendono a “lavare via” anche buona parte dello strato lipidico di protezione della pelle.
Inoltre sono sostanze alcaline e tendono a rendere temporaneamente basico il pH della pelle. Al nostro corpo occorrono diverse ore per riportare tutto alla normalità.
Sono sconsigliate per le persone che hanno la pelle secca o particolarmente sensibile e anche per l’uso quotidiano: a meno di non sporcarsi completamente di olio o di grasso tutti i giorni, la cute non ha bisogno quotidianamente di un lavaggio così aggressivo.
Anche per quanto riguarda i capelli occorre prestare attenzione: uno shampoo troppo “estremo” non soltanto tende a disidratale il cuoio capelluto, ma crea anche l’effetto contrario a quello voluto. La cute infatti, sentendosi “scoperta”, tende a produrre più sebo per ricostruire il proprio film lipidico e questo porta i capelli ad essere ancora più grassi.

Esistono delle alternative?
Per fortuna sì e qui si apre il discorso dei tensioattivi naturali.

Quali sono i tensioattivi naturali?
I tensioattivi naturali rappresentano una vera svolta per quanto riguarda la detergenza: solo da qualche tempo a questa parte si sta cercando di porre l’attenzione su questo tema, in contemporanea col fatto che sono sempre più in aumento i casi di irritazioni cutanee, pelli ipersensibili ed altri simili “disagi” accusati da un numero crescente di persone.
Mentre i tensioattivi chimici sono per lo più aggressivi e rovinano il mantello idrolipidico della pelle, che è quello che ci protegge dai batteri ed in generale dall’ambiente esterno, i tensioattivi naturali rispettano la pelle ed il suo pH, eliminando lo sporco altrettanto bene ma senza causare danni.

i tensioattivi naturali più delicati sono:
♦  Coco Glucosyde e simili (ad esempio Caprylyl/Capryl Glucoside, Cetearyl Glucoside, Coco Polyglucose e così via)
♦  Cetearyl Poliglucose,
♦  Lauryl Glucoside,
♦  Ammonyum Lauryl Sulfate,
♦  Sodium Lauroyl Glutammate
♦  diversi composti con il potassio, come Potassium Cocoate, Potassium Laurate, Potassium Myristate e Potassium oleate.

Come scegliere un prodotto?

Per individuare la presenza di SLS o SLES nel proprio shampoo o nel prodotto di cui si sta valutando l’acquisto. è sufficiente dare un’occhiata alla lista degli ingredienti (INCI). I tensioattivi occupano normalmente i primi posti dell’elenco, subito dopo l’ingrediente acqua (aqua). I prodotti realizzati attraverso formule naturali dovrebbero comprendere, tra i tensioattivi vegetali presenti nella lista degli ingredienti, sostanze derivate dallo zucchero, dall’olio di oliva, come il Sodium Olivamphocetate, o dall’olio di cocco come il Sodium Cocoyl Sarcosinate o il Coco Glucoside, che sarebbe bene imparare a riconoscere e provare a testare personalmente in modo da poter ottenere dei reali benefici per la propria bellezza e per la propria salute, oltre che per l’ambiente, riducendo l’inquinamento causato dalle sostanze impiegate quotidianamente per la cura di sé.

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